Scegliere un salpa ancora elettrico non è mai una questione di taglia unica: è un dimensionamento tecnico che parte dal peso della barca, passa per la lunghezza della catena e finisce, spesso, per essere sbagliato proprio nel punto più banale, l’accoppiamento tra barbotin e catena. Chi lavora in cantiere lo sa bene: la maggior parte delle richieste di assistenza su questi verricelli nasce da un errore di compatibilità meccanica, non da un guasto elettrico. Vediamo come impostare la scelta in modo corretto, dal motore alla manutenzione.
Come funziona un salpa ancora elettrico
Un salpa ancora elettrico è composto da tre elementi funzionali che devono lavorare in equilibrio tra loro: il motore elettrico (12V o 24V), il riduttore epicicloidale o a vite senza fine, e il barbotin, la puleggia dentata che impegna gli anelli della catena trasformando la rotazione in trazione lineare.
Motore, riduttore e barbotin
Il motore fornisce la coppia, il riduttore la moltiplica riducendo la velocità di rotazione, e il barbotin la trasferisce alla catena. Su questo sistema, come su qualsiasi verricello marino, la criticità non è tanto la potenza elettrica installata quanto la capacità di sviluppare tiro sotto carico continuo, con lo scafo che scarrocciante mette in tensione la catena a strappi, non con trazione costante.
Il barbotin è l’elemento che va scelto con più attenzione perché è specifico per un determinato passo e diametro di catena: non è un componente universale, e questo è il primo punto su cui torneremo.
Potenza del salpa ancora: la regola del tiro nominale
La domanda più frequente che arriva in cantiere è “quanti watt mi servono?”. La risposta corretta non parte dalla potenza del motore ma dal tiro nominale richiesto, espresso in kg o in daN, che deve essere proporzionato al peso combinato di ancora e catena immersa.
La regola pratica adottata dai costruttori è semplice:
- il tiro nominale del verricello deve essere almeno 3 volte il peso complessivo di ancora più la lunghezza di catena normalmente utilizzata in immersione;
- il tiro massimo (di punta, per pochi secondi) deve garantire un margine ulteriore per superare l’inerzia iniziale e il fondale incollato;
- la potenza elettrica del motore, di conseguenza, va scelta in funzione del tiro richiesto e non viceversa.
Per un gommone o un cabinato entro 6-7 metri, con ancora di 8-10 kg e catena da 8 mm, un salpa ancora nella fascia 700W come il ankert noch Quick DP2 P 712 offre un margine adeguato senza sovradimensionare l’impianto elettrico di bordo.
Su imbarcazioni più pesanti, tra i 9 e i 12 metri, dove l’ancora supera i 15-20 kg e la catena passa a 10 mm, il salto di potenza diventa necessario: un modello come il salpancore verticale Quick DP3 1512D, da 1500W, garantisce il margine di tiro richiesto anche in condizioni di mare formato o fondale fangoso.
Errore comune da evitare
Sottodimensionare la potenza per contenere i consumi elettrici è l’errore più costoso a lungo termine: il motore lavora sempre al limite, si scalda, e la vita utile degli spazzole e dei cuscinetti si riduce drasticamente in pochi anni di uso stagionale.
Barbotin e catena calibrata: l’errore più comune
Se c’è un punto in cui il 90% degli acquisti sbagliati si concentra, è qui: il barbotin non è intercambiabile tra catene di produttori o norme diverse, anche a parità di diametro nominale.
Le catene calibrate per uso nautico seguono principalmente due standard:
- ISO 4565, diffusa in Europa e utilizzata dalla maggior parte dei cantieri italiani;
- DIN 766, standard tedesco con geometria dell’anello leggermente diversa, non sempre compatibile con barbotin tarati su ISO 4565.
I diametri più comuni per la piccola e media nautica sono:
- 6 mm – gommoni e barche entro 5-6 metri, ancore leggere;
- 8 mm – cabinati e barche a vela fino a 8-9 metri;
- 10 mm – barche a motore e a vela tra 9 e 13 metri, con ancore superiori ai 15 kg.
Prima di ordinare un verricello, o anche solo una catena di ricambio, è indispensabile verificare la scheda tecnica del barbotin già installato: un errore di mezzo millimetro nel passo produce slittamenti, salti di catena e usura accelerata sia della catena che del componente meccanico. Chi si occupa di attrezzatura di ormeggio e ancoraggio sa che questo controllo va fatto sempre prima dell’acquisto, non dopo.
Dimensionamento cavi e interruttore magnetotermico
I motori dei salpa ancora, specialmente in fase di spunto, assorbono correnti molto elevate, anche 4-5 volte superiori al regime di lavoro continuo. Questo comporta scelte impiantistiche precise:
- sezione dei cavi: va calcolata sulla lunghezza effettiva del percorso batteria-verricello, non solo sulla corrente nominale, per evitare cadute di tensione che riducono la coppia motore proprio quando serve di più;
- interruttore magnetotermico o fusibile: dimensionato per tollerare il picco di spunto senza scattare, ma capace di intervenire in caso di blocco meccanico prolungato;
- batteria dedicata: quando possibile, una batteria di servizio separata da quella dei motori evita cali di tensione che compromettono anche l’elettronica di bordo durante la manovra.
Un impianto sottodimensionato sul lato cavi è la causa più frequente di verricelli che “sembrano deboli” pur avendo la potenza corretta sulla carta.
Comando: pulsantiera, telecomando, piede a coperta
La scelta del comando incide sulla sicurezza e sulla praticità della manovra in solitaria. Le opzioni più diffuse sono:
- pulsantiera fissa a prua, economica ma richiede la presenza a bordo dell’operatore vicino al verricello;
- comando a piede sul pozzetto di prua, utile per chi manovra con le mani occupate dalla cima;
- telecomando via radio, comodo su barche medio-grandi dove il timoniere deve gestire ancora e motore contemporaneamente;
- comando da plancia, che integra la funzione salpa ancora nel quadro di governo principale, come nel caso del comando da plancia salpancora Quick, pensato per chi guida da timoneria e vuole avere sott’occhio la manovra senza spostarsi a prua.
Manutenzione: acqua dolce e anodo sacrificale
La vita utile di un salpa ancora elettrico dipende in larga parte dalla cura ordinaria, spesso trascurata perché il componente lavora “fuori vista” a prua.
Le operazioni essenziali da programmare a fine stagione sono:
- risciacquo con acqua dolce di barbotin, catena e gavone catena, per rimuovere sale e sedimenti che accelerano la corrosione;
- controllo e sostituzione dell’anodo sacrificale, componente critico per la protezione catodica in ambienti salini come quelli siciliani e mediterranei in genere;
- verifica della tenuta degli ingrassatori e della guarnizione dell’albero motore, punto tipico di infiltrazione;
- controllo visivo dell’usura del barbotin, specialmente se la catena presenta segni di allungamento o deformazione degli anelli.
Una catena, secondo la definizione classica riportata anche dal vocabolario Treccani, lavora in tensione ciclica e non continua: è proprio questo regime di sforzo intermittente che, se il barbotin non è calibrato correttamente, genera l’usura più rapida e imprevedibile.
Domande frequenti sul salpa ancora elettrico
Che potenza deve avere un salpa ancora per un gommone di 6 metri?
Per un gommone di questa dimensione, con ancora tra 6 e 10 kg e catena da 6-8 mm, un modello nella fascia 500-700W è generalmente sufficiente, a condizione che l’impianto elettrico sia dimensionato correttamente sui cavi e sulla protezione magnetotermica.
Posso montare un barbotin diverso da quello originale sul mio verricello?
No, non senza verificare compatibilità di passo, diametro e norma di riferimento (ISO 4565 o DIN 766). Un barbotin non conforme causa slittamenti della catena e usura accelerata sia del componente che della catena stessa.
Quanto deve essere lunga la catena rispetto alla profondità di ancoraggio?
La regola classica indica un rapporto di almeno 3:1 tra catena filata e profondità dell’acqua in condizioni normali, che sale a 5:1 o più con vento forte o fondale poco tenace.
Ogni quanto va controllato l’anodo sacrificale del salpa ancora?
È buona norma ispezionarlo almeno una volta a stagione, o più frequentemente se la barca resta in acqua tutto l’anno in ambiente ad alta salinità, sostituendolo quando il consumo supera il 50% del volume originale.
Serve una batteria dedicata per il salpa ancora elettrico?
Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato su barche medio-grandi: una batteria di servizio separata evita cali di tensione durante lo spunto motore che potrebbero interferire con l’elettronica di bordo o con altri servizi elettrici attivi in manovra.
